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Punto su punto: perché l'Fc ha vinto e il Messina ha perso la stracittadina

di MNP Redazione
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© foto di Foto Isolino

Una “stracittadina” molto intesa sul piano dei ritmi, vivace a livello di emozioni, azioni da gol create quasi del tutto targate Acr. Ha vinto l'Fc, ha perso il Messina in un match sostanzialmente equilibrato e deciso da episodi e “atteggiamento”. Vediamo punto per punto.

Leonardo Tesi di Lucca non collabora (o collabora male) con gli assistenti Starnini e Morea: primo punto che ha inciso, perché in diverse situazioni un maggiore dialogo tra le parti avrebbe certamente favorito una lettura diversa dell'accaduto.

Il rigore del vantaggio dell'Fc: Carbonaro crossa, la palla arriva sull'arto destro di Cascione che si trova a pochi metri ed ha il braccio totalmente arrotolato al corpo. Non c'è mai rigore. Batte Caballero che scivola toccando due volte la sfera. Proteste vibranti dei calciatori del Messina. Replay e moviole nelle ore a seguire. Episodio molto dubbio, per Tesi tutto regolare.

Il rigore non dato al Messina: al 42' del primo tempo l'altro momento che può cambiare la storia della partita. Arcidiacono viene atterrato da Domenico Marchetti, l'arbitro è ben posizionato ma non fischia. Perché? Probabilmente non se l'è sentita dopo avere ignorato il proprio collaboratore rimasto per diversi secondi con la bandierina alzata a segnalare un fuorigioco (era già accaduto poco prima in un'altra azione). Tesi lascia proseguire tra l'incredulità generale.

Il doppio palo: quello colpito da Crisci con un bel diagonale e quello che frena la girata di testa di Addessi. Entrambi nel secondo tempo. Un poco di fortuna per portare a casa risultati importanti non guasta mai, così come la sfortuna ti può condannare.

Gol “annullato” Mukiele: Poteva valere il 2-0 Fc lo scatto in contropiede del classe 2001, che nel corpo a corpo stava per essere messo giù da Cascione ma resiste alla carica involandosi verso Lai. Supera il portiere e insacca ma a gioco fermo (quindi non si tratta nemmeno di rete annullata ma di marcatura non valida). Chiamata errata e il guardialinee era piazzato benissimo ma non ha aiutato l'arbitro a prendere la scelta giusta (così che il fischietto toscano ha scelto autonomamente).

Il "fattore campo": due squadre che giocavano in casa, ma di fatto fuori casa. Troppo brutte le condizioni del terreno di gioco dello stadio "Scoglio", che per caratteristiche e per come si è messa la partita, hanno finito con lo svantaggiare il Messina, in difficoltà a sviluppare il proprio gioco a palla rapida, incursioni laterali e scambi stretti.

Il bel gioco del Messina: Arma a doppio taglio, un valore aggiunto divenuto boomerang. L'Acr di Novelli ha costruito tanto, ha tenuto a lungo il pallino del gioco ma non è bastato per conquistare punti. La squadra ha dimostrato di avere valori importanti ma deve trovare la giusta “camaleonticità” per adeguarsi a partire diverse. Per vincere gare come la stracittadina oltre alla qualità servono anche altri doti (che peraltro, almeno guardando al curriculum dei giocatori, l'Acr possiede). E' mancato Aliperta, ma in certi casi alla ricerca dell'azione manovrata va sostituita l'assedio spicciolo al gol. Novelli ha poco da rimproverare ai suoi, ma bisognerà probabilmente lavorare sulla “lettura” delle gare e degli avversari (con l'Acireale magari è andata meglio perché di fronte c'era una squadra più predisposta a muoversi a viso aperto). Sia questa prima sconfitta che i due precedenti pareggi, lasciano l'amaro in bocca e vanno considerate occasioni in cui si poteva ottenere decisamente di più.

Cinismo e solidità di Rigoli: La vecchia volpe ha colpito. Ha le idee chiare, sa come muoversi per stimolare il gruppo e far quadrare i conti. Fissore e Domenico Marchetti a scacciare ogni insidia fisica, costringendo gli avversari a battere sull'esterno. Centrocampo saltato quando serve: se siamo forti avanti, cerchiamo di restare lì. Caballero boa ha già fatto vedere buoni spunti. Poi la sostanza di Garetto e i cambi per mantenere alta l'intensità. Gli indirizzi di mercato sono stati dati, il disegno è chiaro. Vincere è l'unica cosa che conta.

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