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Football Club davanti allo specchio: limiti da superare, oltre la sfortuna

di Gregorio Parisi
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"Nelle ultime gare abbiamo fatto sette vittorie, tre pareggi e una sconfitta": nel dopo partita di Football Club Messina-Biancavilla, Massimo Costantino ha riportato un fatto, uno di quelli importanti, perché il suo FC viaggia a ritmi altissimi. Sette vittorie, tre pareggi e una sconfitta, 24 punti in undici gare, una media di 2.181 punti a partita, poco meno di quella dell'Acr (2.185) che questi numeri li ha comunque spalmati su ventisette giornate. Numeri, come quelli che di seguito analizzermo, interpretabili ma pur sempre numeri.  

SI SPRECA TANTO MA L'ATTACCO C'È - Sono 23 gol in 11 gare, media in netto miglioramento rispetto alle gestioni Gabriele (1.27 gol a partita) e Rigoli (1.16), oltre che al primo periodo in sella alla squadra giallorossa di Costantino, quando i gol a partita erano 1.63. Merito del tecnico, certo, ma anche di una rosa qualitativamente migliore in cui non può non spiccare il rendimento di Ciccio Lodi, che in 12 gare giocate ha messo lo zampino, segnando o con l'assist decisivo, in 14 reti dei suoi. Sviscerando meglio questo dato, nelle undici partite di Costantino l'Fc ha segnato 11 volte su azione, 8 dal dischetto, una su punizione diretta e 3 su traversone da piazzato, una varietà di soluzioni che però si restringono decisamente quando si va a vedere come l'Fc stesso va a sbloccare le partite. In questo periodo, infatti, i giallorossi sono andati avanti per primi per 8 volte (uniche eccezioni la stracittadina decisa da Aliperta e il pari esterno contro il Marina di Ragusa), 5 volte su calcio di rigore, due su azione e una su punizione. Da qui si capisce meglio uno dei limiti mostrati finora da questa squadra, che costruisce tanto ma fa una fatica immane a convertire in rete le occasioni. È anche così, indubbiamente, che le grandi squadre vincono, perché va ribadito sempre che i piazzati bisogna saperli segnare, ma partite come quelle di Cittanova, seguendo questo ragionamento, rischiano di essere derubricate semplicemente come "sfortuna" e non come un limite effettivo da dover superare.

TATTICAMENTE - Non è un mistero che tra i tre trainer (quattro contando la gestione Criaco come periodo a sé) Massimo Costantino sia quello con la mentalità più offensiva, e la fortuna di avere a disposizione ottimo materiale umano con cui lavorare si è andato un po' a scontrare fino al momento con i limiti di profondità di una rosa ricchissima in alcuni reparti e più leggera in altri. Superato con Arena mezzala il dualismo dell'ex Marina con il miglior 2002 in rosa, Gabriel Bianco, ovviamente la mediana intasata costringe molti nomi a meno minutaggio di quanto sarebbe logico aspettarsi; Palma è sembrato sempre l'uomo in più quando ha avuto continuità, anche se il 4-3-1-2 in queste settimane sta premiando le qualità di Facundo Coria, finalmente in forma dopo mesi difficili. Davanti Piccioni sembra avere un impatto migliore da titolare che da subentrato, a livello di manovra e in zona gol, mentre Carbonaro sente ancora il "peso" dell'ottimo score sotto porta della scorsa stagione. È inevitabile però, anche qui, tornare al ruolo di Lodi, sempre in campo per tutto il match tranne che contro il Dattilo, quando Costantino gli ha risparmiato gli ultimi due minuti concedendogli una ideale standing ovation dopo la tripletta.

COPERTA CORTA? - Il grande però di questa squadra è, però, un altro ed è un qualcosa che neanche i numeri possono spiegare, perché il Football Club Messina ha la migliore difesa del girone I e una delle migliori dell'intera quarta serie con 19 gol subiti in 26 partite (il Taranto, leader di questa classifica, nelle stesse partite ne ha subiti 14, 0.53 a gara). Se è da lodare la fase offensiva dell'Fc di Costantino, quella difensiva invece, almeno dal punto di vista statistico, non va di pari passo, con 10 gol subiti in undici partite. Anche qui, svisceriamo: sette gol sono arrivati da piazzato (direttamente o via assist) e tre su azione. Emerge quindi anche qualche calo di concentrazione, a volte poi compensato da esperienza (leggi, ad esempio, Troina), ma a volte rischioso, perché la squadra quest'anno solo una volta è riuscita a ottenere tre punti partendo da una situazione iniziale di svantaggio, dato particolarmente allarmante specie considerando che il tutto è successo alla prima giornata contro il San Luca. Quando l'FC subiva un gol ogni due gare era un problema relativo, ma subendo di più ovviamente i guai aumentano. Anche perché...

LONTANO DAGLI OCCHI - ...in trasferta l'allarme diventa evidente. Se il Football Club Messina avesse conquistato fuori casa la metà dei punti ottenuti in casa ne avrebbe due in più in classifica, e in una lotta così tirata il peso sarebbe evidente. Figurarsi se i giallorossi avessero avuto un reale passo da big. Tre vittorie, sette pareggi e una sconfitta in tutto il campionato, che sotto la guida Costantino sono un successo (esordio a San Luca), tre pareggi e il ko nella stracittadina. Anche dando per conquistati i punti sul campo del Roccella (gara ovviamente da giocare sul campo, ma con tutta la scaramanzia del caso i calabresi imbottiti di juniores non possono essere considerati avversario seriamente pericoloso, al di là del rispetto d'obbligo) il cammino avrebbe bisogno di una dura inversione di rotta nel finale di campionato, anche a livello di continuità, con la seria necessità di una striscia di successi che vada oltre il record attuale di due. Perché, altrimenti, ci si potrà appellare a tutta la malasorte del caso, ma non si sfiorerà neanche lontanamente il problema (assolutamente migliorabile) di questa squadra.

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