PACHINO EXPRESS #5 - Racconti semiseri del weekend calcistico

di Antonio Billè
articolo letto 777 volte
Peppe Furnari
Peppe Furnari

Pachino express è l’unica rubrica scritta nel teatro di un asilo nido, tra coccinelle e fiori che pendono dal tetto, in un’atmosfera interiore che ricorda Nanni Moretti in Caos Calmo.

Settimana complicata per il calcio messinese: Acr e CdM come due potenze dell’antica Grecia ed è il Camaro l’unica che prova a tenere alta la bandiera cittadina. Il Gescal è disperso nella tempesta, il Villafranca Messana ha la stessa utilità del casello di Ponte Gallo. Il Città di Sant’Agata è una macchina da gol e in provincia Mandanici e Salerno ci regalano le due “storie da bomber” della settimana. Come quella di Davide Pettinato che, dopo l’assist ad Assenzio, risponde sul campo alle nostre punzecchiature.

1. A Cittanova è andato in scena un nuovo capitolo dello psicodramma “Acr Messina: annate calcistiche e come buttarle”. Un 2-2, contro un’onesta formazione di categoria, accolto con un po’ troppa enfasi: senza il fratello di Cossentino, ogni palla inattiva è stata un incubo con il 9 calabrese (tale Abayan, argentino) a fare la parte di una specie di Tim Duncan. Meo, poi, è la copia sbiadita del portiere che avevamo ammirato l’anno passato e se ogni settimana si palesa un problema individuale, di reparto o di condizione, neanche il miglior psicanalista della piazza potrebbe trovare una soluzione.

2. Infantino sbaglia e tanto anche, ma lo shit storm facebookiano che utenti e pagine gli stanno dedicando, non è né corretto né accettabile.

3. Se Sparta piange, Atene non ride. Il Città di Messina perde ancora e subisce di nuovo 3 gol in casa. Che poi bisognerebbe dare anche in senso a “in casa”: allenamenti tra Marullo e Garden Sport, partite nel deserto del San Filippo, ora un nuovo passo legato al Celeste. La stagione è partita col piede sbagliato, ma se c’è un uomo che può portare la barca in salvo nel porto, non può che essere Peppe Furnari. L’aforisma di Paulo Coelho, tratto da Monte cinque e pubblicato sul suo profilo qualche giorno fa, continua così: “Le tragedie capitano. Possiamo scoprirne la ragione, incolpare gli altri, immaginare come sarebbe stata la nostra vita senza di esse. Ma nulla di tutto ciò ha importanza: le tragedie sono accadute, questo è tutto. Dal quel momento, dobbiamo dimenticare la paura che esse ci provocano e dare inizio alla ricostruzione”. Il campionato inizia adesso. Forza mister, la copertina della settimana sia d’incoraggiamento.

4. Vediamo subito il bicchiere mezzo vuoto: se il Camaro avesse vinto a Ragusa tre settimane fa, sarebbe primo con 10 punti insieme a Paternò e Terme Vigliatore. Senza guardarsi troppo indietro ed evitando di dare troppo spazio alla negatività, i neroverdi hanno finalmente trovato il bandolo della matassa e proprio contro il Terme hanno inanellato il secondo successo di fila. Ago della bilancia è il baby bomber Costa, che ha risolto il problema legato agli under e al Comunale-Italia 90 ha segnato anche il suo primo gol in campionato. Nella ripresa i due splendidi contropiede di Assenzio e Petrullo hanno fatto il resto, anche se nel finale i padroni di casa avrebbero meritato qualcosina di più.

5. A proposito di Camaro e del pallonetto di Assenzio. Davide Pettinato, autore del pregevole assist che ha spianato la strada ai neroverdi nella gara con il Palazzolo, risponde sul campo alla nostra punzecchiatura ed esulta come Stefano Desideri nel ’92 contro Suarez. “Questo è per te str…” (reperto video qui). Si fa sempre per scherzare, non dimenticate.

6. Il Città di Sant’Agata di mister Venuto è una specie di rullo compressore offensivo. Altri cinque gol segnati, stavolta alla Nuova Città di Caccamo, e quarto posto in classifica, a -1 dal terzetto di testa. Chi ricordava il calcio sparagnino dell’esperto tecnico messinese è pregato di farsi da parte.

7.Dov’è finito il Gescal?” è il nuovo show sulle orme di “Che fine ha fatto Carmen Sandiego?”. Dopo la vittoria all’esordio firmata dalla punizione di Trovato, il gruppo biancoverde si è come arrestato e Gaetano Di Maria non è riuscito a dare l’impronta che avrebbe voluto e che da un uomo della sua esperienza sarebbe stato lecito attendersi. Curriculum e qualità del tecnico facevano credere a un Gescal di vertice, anche perché il livello tecnico della squadra si è alzato notevolmente. E invece, “lacrime e sangue”.

8. Chi fa peggio è l’ibrido Villafranca Messana, con un percorso fin qui fallimentare. Quattro sconfitte consecutive, ultimo posto in classifica con un punto e un solo gol segnato (il Gronchi Rosa porta il nome di Futia). Il pensiero costante è che questa unione sia utile più o meno come il pedaggio da pagare al casello di Ponte Gallo.

9. Nino Mandanici è una certezza assoluta. Debutto con la maglia del Pro Tonnarella, 4 gol in appena un’ora e Nuova Azzurra, che era avanti 0-2 dopo 10’, ribaltata. Bissato il poker personale realizzato ad aprile con la maglia del Milazzo Academy contro il Saponara. Inutile sprecare ulteriori aggettivi: un’ottantina di gol negli ultimi cinque anni tra Promozione e Prima Categoria e grandi ricordi ovunque sia stato. Fenomeno.

10. Sì, fenomeno come Santo Salerno, anche lui subito a segno con la Castelluccese con un rigore nel 3-1 sulla Futura Brolo. Tornato a casa dopo i 22 gol e il titolo di capocannoniere con la maglia del Geraci, trascinato a suon di gol in Eccellenza insieme a quell’altro fenomeno di Calabrese, ha accantonato ogni richiamo da Promozione, Eccellenza e ambiziose matricole di Prima Categoria, scegliendo la sua Castel di Lucio. Al cuor non si comanda.

Fuori classifica. Terza categoria, ci siamo. 15 iscritte, tante novità tra ritorni, declassamenti e ripensamenti. Sarà una grande stagione, lo sentiamo.


Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy