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Messina-Marsala, un punto, due legni e una mano galeotta

di Davide Mangiapane
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Di solito se una squadra colpisce due legni e costruisce almeno altrettante situazioni pericolose per il portiere avversario, recrimina nel caso in cui non riesca a prendere i tre punti, ma il Messina, contro il Marsala, paradossalmente, ha accettato lo zero a zero maturato sul campo senza colpo ferire. Merito della squadra messa in campo ottimamente da mister Giannusa, che, soprattutto nella ripresa, ha prevalso sul piano fisico e del disegno tattico, mettendo in evidenza alcuni problemi mascherati dalla settimana passata, in cui i biancoscudati hanno incamerato 9 punti, risalendo in classifica.
Deludente, ancora una volta, l’apporto di elementi posizionati in zone del campo per altre squadre determinanti, come, ad esempio, gli esterni. De Meio e Strumbo tirano fuori una prestazione insufficiente, con il primo leggermente meglio del secondo, sempre messo in difficoltà da avversari brevilinei o dalla progressione inarrestabile, come il laterale destro azzurro Lavardera. Non avere individuato under in grado di coprire in modo degno le corsie è un handicap piuttosto pesante in questo campionato, anche perché sono punti deboli facilmente attaccabili dagli avversari.
Rispetto alla gara con il Castrovillari, Pasquale Rando (voto 6) non riesce a dare la scossa con i cambi, perché Buono resta un oggetto misterioso, Fragapane sembra quasi bloccato, Cafarella ci mette una gran dose di buona volontà, ma è troppo acerbo. L’unico a fare intravvedere le proprie doti è il redivivo Gennaro Esposito, ovviamente ben lontano dal top atletico, ma comunque in grado di metterci peso, furbizia ed esperienza, come in occasione della deviazione aerea da cui nasce il tocco di mano di Lavardera che devia la sfera sul palo a 5’ dal 90’. La sufficienza di stima spetta al centravanti ex Nola che subentra al 65’ ad un Coralli ammirevole per impegno e tenacia quanto palesemente in ambasce sul piano della rapidità di esecuzione. Questa rosa è stata costruita basandosi su un telaio fatto da gente con un buon curriculum e in possesso di doti tecniche superiori rispetto alla media, ma ancora la brillantezza fisica tarda a manifestarsi e questo diventa un problema arduo da risolvere, soprattutto a centrocampo. Il primo tempo ha un po’ ingannato l’occhio, perché, finalmente, si sono visti recuperi palla e contrasti vinti, merce piuttosto rara fino ad oggi, oltre ad alcuni scatti e progressioni.
La palese difficoltà incontrata nella ripresa, invece, richiama alla mente quella già vissuta contro Castrovillari e Marina di Ragusa, mettendo in discussione il lavoro impostato da un vero e proprio luminare della preparazione atletica come il professore Saffioti che, forse, non è abituato a lavorare su calciatori dilettanti, dalla struttura fisica diversa rispetto a quella dei professionisti, ma soprattutto non abituati a determinati carichi di lavoro. Il risultato del lungo ritiro e del trattamento di elementi giunti dopo metà agosto è sotto gli occhi di tutti, e diventa complicato supplire sempre con il carattere o l’abnegazione dei singoli. Vedere Ott Vale fuori tempo, oppure Cristiani o Sampietro annaspare ad inizio secondo tempo non è un bello spettacolo, così come assistere alle rincorse a perdifiato di Crucitti, che poi vengono pagate con scarsa lucidità nella rifinitura riscontrata in almeno un paio di ripartenze potenzialmente micidiali fallite per poca precisione di passaggi piuttosto semplici per uno con i piedi dell’ex Cittanovese. Le note positive vengono, oltre che da Avella, dalla coppia difensiva centrale Bruno-Ungaro, sempre più affiatata, e dalla grande voglia del baby Orlando, che, però, qualche volta, sconfina nell’eccesso di zelo, vanificando i dribbling fulminanti con il troppo egoismo. Il Messina, quindi, non riesce a decollare e le dichiarazioni di fine gara da parte del tecnico biancoscudato lasciano trasparire la convinzione che quello con il Marsala sia stato un punto guadagnato. Nella speranza di costruire un futuro migliore partita dopo partita, e di avere l’opportunità di giocarsi le proprie carte durante un campionato molto lungo e, a dispetto della partenza sprint del Palermo, dall’esito tutt’altro che scontato.

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