Biancavilla-Città di Messina, cronaca di un dominio senza storia

di Gregorio Parisi
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Quando Sebastiano Paterniti ha chiuso la porta in faccia a Lucarelli al 65' di Biancavilla-Città di Messina è finito un campionato, quello della squadra di casa, incredula nel vedere la piega che aveva preso una partita che altro non ha fatto che confermare quanto mostrato nell'intero torneo dalla sua avversaria, dominatrice totale della stagione.

SOLIDITÀ - È giusto partire da lì, perché lì sta la dimostrazione di forza: il Città visto al Raiti non è stato spettacolare nel senso zemaniano del termine, ma ha mostrato a tutti perché il campionato è roba sua: un pressing forsennato, un controllo totale del centrocampo, un dominio senza mezzi termini per gran parte del match; quando l'avversario supera queste avversità e si presenta davanti alla porta, però, deve ancora fare i conti con una retroguardia che concede pochissimo, e quel poco che viene concesso deve essere capitalizzato. Altrimenti...

IN AVANTI - Non deve passare il messaggio sbagliato, cioè che le vittorie del gruppo di Furnari siano esclusivamente figlie di un'ottima compattezza arretrata: Codagnone è stato protagonista di un primo tempo pazzesco, da carrarmato, forse i 47 minuti migliori della sua stagione. Poi l'infortunio e il cambio con Rasà, autore di una ripresa di grande sacrificio per tenere corta la squadra contro un Biancavilla che, più che le idee, portava in campo l'urgenza di fare qualcosa, con risultati abbastanza confusi. Confusi, come Indelicato, che ancora sta probabilmente cercando Lo Giudice, tra gli attori principali di questa cavalcata. L'azione che porta al rigore siglato poi da Cardia fa capire bene che tipo di partita voleva impostare il CdM e come la strategia si sia rivelata, senza dubbio alcuno, estremamente efficace: Costa esce subito sul portatore di palla di casa e tocca proprio per l'ex Pistunina che sente arrivare Codagnone. Azione da manuale, rigore netto e 0-1 in cassaforte.

IL DOMINIO - Inutile usare altri termini, perché di dominio si è trattato. Silvestri, Costa e Cardia hanno avuto in mano la zona nevralgica impedendo, di fatto, al Biancavilla di respirare. Seconde palle, tutte loro. Contrasti, tutti loro. Si contano sulle dita di una mano le volte in cui il Biancavilla ha sfondato, ed è indicativa della forza individuale proprio l'occasione citata prima su cui Paterniti si è superato. Savanarola prende palla a metà campo arrivando per primo su un rilancio frettoloso di Leo, non ha neanche il tempo di guardare sulla destra perché Costa è già a ringhiare e torna sui suoi passi, scarica a sinistra dove trova, per la prima volta in partita, il binario Indelicato-Genovese, triangolo rapido e scarico dietro per il taglio di Lucarelli cui risponde, come detto, Paterniti. Un'unica distrazione vera, il minimo sindacale contro una corazzata forse, ma che poteva costare cara. È da sottolineare questa incertezza perché è l'unica pecca reale che si può riscontrare in una partita di personalità, di coraggio e sfrontatezza. Una partita che lascia solo il dubbio su quando festeggiare, perché questo Città di Messina ha dimostrato sul campo di valere la promozione in D.


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