Messina-Bari, ritorno al passato

di Marco Boncoddo
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Il nuovo logo del Bari
Il nuovo logo del Bari

Dopo l’ennesima estate delirante e tribolata, il sipario della serie D è pronto a riaprirsi sul manto erboso (si fa per dire) del Franco Scoglio. A fare da sparring partner alla squadra di Pietro Infantino c’è, nientemeno che il nuovo Bari di Aurelio De Laurentiis, infilato contro ogni logica nel girone meridionale della quarta serie. Lo spauracchio di ogni società di serie D, pertanto, esordirà in riva allo Stretto, regalando ai tifosi giallorossi una giornata dal sapore antico.

Ben ventuno, infatti, i precedenti giocati in terra peloritana, dal 1925 ad oggi. Quella di domenica, però, sarà la prima sfida di serie D: tutti gli incontri sono stati disputati nelle prime tre serie nazionali e, nella stagione 1963/64, biancoscudati e galletti si scontrarono addirittura in massima serie.

Come già accennato in precedenza, la storia tra Messina e Bari è vicina al secolo: il primo incontro tra le due città, valevole per le semifinali interregionali della prima divisione, venne disputato tra U.S. Messinese e Libertas Bari e si concluse a reti inviolate. L’anno dopo, invece, furono i pugliesi a passare, grazie ad un pirotecnico 2-4. Dopo un intervallo di 24 anni, nel quale si collocano un totalitarismo ed una guerra mondiale, le due squadre si ritrovarono in serie B nella stagione 1950/51. In quell’occasione fu ancora il Bari a passare, stavolta per 0-1, capitalizzando una rete di Bretti, giunta all’87’.

La rivincita del Messina giunse, sempre in serie B, nella stagione 1955/56, quando Nicoletti, a pochi minuti dal termine, trafisse la porta difesa da Orlandi. La stagione seguente, inoltre, vide il Messina bissare il successo per 1-0, stavolta grazie alla marcatura di Sellani.

Nel 1957/58, invece, fu il Bari a prendersi l’intera posta in palio, rifilando un pesante 0-3 alla squadra biancoscudata, che riuscì a salvarsi soltanto all’ultima giornata (in realtà, poche settimane più tardi, la FIGC avrebbe deciso di bloccare le retrocessioni dalla B alla C per l’ampliamento degli organici).

L’alba degli anni ’60, che regalerà al Messina la prima serie A della sua storia, vide i giallorossi trionfare per due anni consecutivi: nella stagione 1961/62 per 3-2 e nel campionato 1962/63 per 1-0, grazie alla marcatura di Calloni. Le due squadre, al termine di quella stagione, volarono a braccetto in serie A, nella quale si scontrarono il 20 ottobre del 1962, dividendosi la posta con un salomonico 1-1. Ci pensò Catalano, centrocampista dei galletti, a rallegrare una partita piuttosto soporifera: prima, sbagliando porta, regalò il vantaggio ai padroni di casa e poi, al 72’, riuscì a trovare la via della marcatura in maniera corretta, fissando il risultato sull’1-1 finale.

L’immediata retrocessione dei pugliesi, seguiti un anno dopo dai peloritani, portò ad un nuovo confronto nella serie B 1967/68. Anche in quel caso, però, nessuna delle contendenti ebbe la meglio sull’altra, tornando negli spogliatoi con un altro 1-1. Da questo momento, però, iniziarono annate piuttosto oscure per Messina e Bari che, nel 1974/75 si ritroveranno addirittura in serie C, nella quale si affronteranno per tre anni consecutivi. Nella terza serie nazionale, siciliani e pugliesi fecero registrare due pareggi, ancora per 1-1, ed una vittoria degli ospiti per 1-2.

Dopo uno scialbo 0-0 nella riformata C/1 1983-84, che regalò la promozione in cadetteria ai biancorossi, il Celeste riabbraccerà il Bari nella serie B 1986/87, la prima giocata dai bastardi di Franco Scoglio. Nonostante le grandi aspettative, la supersfida regalò un altro 0-0, rimandando la contesa alla stagione successiva. L’attesa, però, venne ripagata dalla grande prestazione del Messina che, nella stagione 1987/88, piegò il Bari con un netto 3-0, firmato da Catalano e dalla doppietta dell’amatissimo Totò Schillaci. Incredibile ma vero, nella stagione successiva il Messina bissò il 3-0 ai danni del Bari, mandando i galletti al tappeto grazie alle reti di Schillaci, Mandelli e Pierleoni.

Le note vicende societarie, nelle quali incorse la storica Acr, portarono le due squadre a ricontrarsi solamente nella stagione 2001/02, quando i giallorossi erano presieduti dal compianto cav. Emanuele Aliotta. In quell’occasione, fu nuovamente il Bari a passare, rimontando la rete di Accursi con le marcature di De Rose e Spinesi. Nella stagione seguente, invece, il gioco spumeggiante ma poco difensivista di Francesco Oddo, allenatore biancoscudato, regalò ai tifosi peloritani un movimentato 2-2: dopo la rete iniziale del solito Spinesi, il Messina riuscì a portarsi in vantaggio grazie a Princivalli e Zampagna, prima di essere raggiunto nuovamente dal gol del terzino De Rose.

La stagione 2003/04, ricordata da tutti i messinesi come l’annata del ritorno in serie A, vide l’ultima vittoria dei giallorossi sui biancorossi di Puglia. Il pampa Sosa, arrivato da poco meno di due mesi, trafisse Battistini al 43’, regalando ai giallorossi tre punti fondamentali per la rincorsa alla massima serie, giunta ufficialmente nella serata indimenticabile del 5 giugno 2004.

L’ultimo precedente, invece, risale ormai a undici anni fa. Nella stagione 2007/08, l’ultima prima del fallimento del Football Club Messina Peloro, furono i biancorossi a passare, grazie alle reti di Bonanni e Lanzafame, intervallate dal momentaneo pareggio di Moro. Il borsino delle 21 sfide, pertanto, pende leggermente in favore dei giallorossi, capaci di vincere in 7 occasioni contro le 6 pugliesi. A corredare il nutrito numero di precedenti, ci sono 8 pareggi, quattro dei quali terminati sul risultato di 1-1.


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